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Dubai diventa la Mecca del rock PDF Stampa E-mail
celine_dion.jpgPer trovare la nuova mecca del rock bisognerà guardare proprio verso la Mecca, anzi, un poco più a sud: gli Emirati Arabi stanno per diventare il campo di battaglia sul quale le grandi compagnie della live music si sfideranno per organizzare i concerti più ricchi della storia, quelli che garantiranno una pensione a vecchie star come i Rolling Stones e Bon Jovi.
Anschutz Entertainment Group (Aeg) e Live Nation, il più grande organizzatore di concerti globale, stanno entrambi progettando di fare di Dubai e Abu Dhabi la sede delle prossime performance di cantanti come Madonna e Prince, in arene che saranno costruite apposta secondo gli ormai abituali standard della zona: più grandi, stupefacenti e lussuose di qualunque altra cosa mai vista prima.
Al contrario dei Paesi occidentali, gli Emirati stanno preparandosi da tempo alla fine del petrolio e sanno che presto non potranno più contare sull'astronomico flusso di denaro che dai benzinai di tutto il mondo arriva alle loro banche. Saranno il turismo e gli investimenti immobiliari a determinare una nuova era di ricchezza, grazie a spiagge artificiali, alberghi così grandi che si vedono dallo spazio, campi da golf miracolosamente ricavati dal deserto e ora anche esibizioni di cantanti che cominciano a passare di moda altrove, ma che nel Golfo saranno una memorabile novità.
Live Nation ha acquisito il controllo di Mirage, una società locale che ha portato nel Golfo gli Aerosmith e Shakira e ha fatto esibire nelle convention di alcune multinazionali Diana Ross e Bryan Adams. Aeg, dal canto suo, ha ingaggiato Thomas Ovesen, il miglior promoter di Mirage, e gli ha affidato un progetto che prevede la costruzione di nuove sale da 10-15 mila posti, sul modello dell'O2 londinese, l'arena ricavata nell'ex Millenium Dome sulle rive del Tamigi. Nei piani di Ovesen c'è l'idea che Dubai diventi lo hub della musica e del divertimento dell'intera regione, un tempio non solo per il mondo del rock, ma anche per i musical di Broadway e del West End. I suoi potenziali clienti saranno gli abitanti locali e tutti gli stranieri che lavorano nell'area, i quali guadagnano e si annoiano abbastanza da potersi spostare e pagare un biglietto da 160 dollari, il prezzo richiesto da Céline Dion (nella foto) per la sua esibizione al Four Seasons Golf Club.
Come all'O2, i cantanti si esibiranno per più sere consecutive (Prince a Londra cantò per 21 notti) e, se sono bravi e famosi, potranno sperare in un ingaggio da un milione di dollari. Non mancano i problemi, come quelli logistici. Chi organizza un concerto a Dubai, ad esempio, deve essere consapevole che tutti gli spettatori arriveranno su grandi auto che vanno parcheggiate con cura. Ma anche i cantanti dovranno fare attenzione: tra sesso, droga e rock and roll, la porta degli Emirati è aperta solo per quest'ultimo.

 

FONTE:
La Stampa.it