| Dubai e la crisi mondiale |
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Recentemente si è molto parlato non solo di crisi
finanziaria ed immobiliare, ma anche di un' ipotetica bolla immobiliare a
Dubai, al punto di paventare un possibile default dell'Emirato Arabo.
Di contro
abbiamo che il Ministro degli Esteri Frattini si reca ad Abu Dhabi per
concordare operazioni strategiche con il fondo sovrano Mubadala, considerato il
più importante al mondo ed il fondo con maggiore liquidità in assoluto. Queste considerazioni possono già dirimere una questione
fondamentale: che la possibilità di default di Dubai è estremamente remota,
avendo alle spalle l'emirato di Abu Dhabi che interverrebbe in caso di
necessità. Soprattutto lo farebbe senza nessun tipo di pubblicità.
Dubai ha una strana relazione con l'Italia: non è stato mai considerato un mercato immobiliare attraente, quasi sconosciuto nel momento di maggior crescita, vilipeso mentre tutto il sistema finanziario mondiale è in profonda crisi. Addirittura vi sono articoli che vedono in una crescita del 16% un deterioramento del boom immobiliare a fronte del 42% di crescita conseguito appena un anno fa. In Italia la crescita è stimata, nelle migliori previsioni, allo 0 %. Mentre ci sono molti articoli di fosche previsioni per l'area del Golfo Persico, nessuno cita lo studio Investor Sentiment Survey della Jones Lang LaSalle, una delle più importanti società mondiale di consulenza del settore immobiliare, in collaborazione con Dubai Cityscape. Il rapporto si focalizza su tre punti fondamentali: • I mercati immobiliari del Medio Oriente sorpasseranno tutte le altre regioni • Il Medio Oriente sarà una delle regioni meno colpite dalla crisi finanziaria globale • Gli investitori rimangono fiduciosi su UAE, sull'Arabia Saudita e sul Qatar. Riunendo un campione di oltre 350 sviluppatori locali, fondi sovrani di ricchezza ed investitori molto ricchi, l'indagine è la prima di questo genere condotta nella regione: "Questo rapporto è non solo il primo di questo genere intrapreso nella nostra regione, ma fornirà anche un segno di riferimento critico poiché valutiamo questo settore vitale durante i mesi e gli anni futuri" ha detto Blair Hagkull, il direttore di Jones Lang LaSalle, per l'area MENA (Medio Oriente e Nord Africa). E' interessante un ulteriore aspetto in merito all'Emirato di Dubai. Il Governo Federale sostiene e supporta tutti i maggiori sviluppi immobiliari ed economici della Città Stato. Negli USA recentemente vi sono state grandi nazionalizzazioni, per salvaguardare lo Stato Sistema economico e finanziario. Si parla, anche in Italia, di varare grandi opere pubbliche per sostenere il tessuto economico. L'intervento nell'Occidente dei Governi è visto come salutare e infonde sicurezza. Dubai ha questa linea di sviluppo da sempre: perché dovrebbe affrontare un default, essere meno sicura di altre nazioni? In un momento finanziariamente delicato come quello attuale, tutti dicono di tutto ed il suo contrario. Se ricordiamo gli ultimi giorni di luglio il barile di petrolio sembrava destinato a costare 200 dollari, ed anche più. Si leggevano titoli di giornali che quasi prevedevano la chiusura degli aeroporti, perché gli aerei sarebbero stati troppo cari per viaggiare. Oggi gli aerei volano ancora e il barile costa circa 70 dollari. I paesi del Golfo Persico detengono la maggiore liquidità al momento. Sono produttori di petrolio, cioè della materia prima che nutre il nostro attuale progresso. Ma venendo nello specifico del mondo immobiliare di Dubai si deve sottolineare quanto segue. Un incremento fortissimo dei prezzi, molte volte non sostenuto da una reale ragione ma piuttosto da speculazione. Un mercato che cresce del 100% e oltre, deve subire prima o poi un rallentamento e una decrescita. Sono dati estremamente partici e razionali. Oggi Dubai è per un investimento a medio termine, l'era degli speculatori è finita. Dubai non può scomparire da un giorno all'altro. Riprova è che all'avvento della prima guerra in Iraq e successivamente con l'attacco alle Torri Gemelle in America, Dubai ha continuato a credere e sviluppare il suo progetto di città, oltre le difficoltà, non da poco, del momento storico. E' un hub economico, finanziario e commerciale. E' una città che vuole porsi sulla scena mondiale con tutte le sue contraddizioni ma anche con i suoi lati positivi. Non per altro non si emigra in Europa per un lavoro, ma si va verso i paesi del Golfo. Ragionare e comprendere il mercato immobiliare di Dubai lo si può fare se si è animati da onestà intellettuale, se si è presenti sul mercato da anni e quindi se ne discute con cognizione di causa. Dubai è in una posizione geopolitica strategica, e sfrutta questa sua posizione con una flotta aerea commerciale che primeggia nel mondo. Ha realizzato il grattacielo più alto mai visto prima e le prime e uniche costruzioni offshore realizzando Le Palme. Questi sono segni di una decisa volontà di crescita. Nel 2010/2011, quando molte costruzioni saranno completate e immesse nel mercato, il prezzo delle case subirà una flessione. Avendo maggiore offerta, lo scenario cederà il posto agli utilizzatori finali, facendo scomparire gli speculatori. Il mercato immobiliare di Dubai entrerà, come è giusto che sia, nella sua fase di maturità e di stabilità. Rimanendo, però, un mercato estremamente più interessante paragonato a quelli europei. E saranno premiati gli investitori che acquistano al giusto prezzo, scegliendo con cura le zone che avranno un forte incremento nel futuro prossimo. a cura del Centro Studi Mercati Esteri Omnia Real Estate |























Recentemente si è molto parlato non solo di crisi
finanziaria ed immobiliare, ma anche di un' ipotetica bolla immobiliare a
Dubai, al punto di paventare un possibile default dell'Emirato Arabo.